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Da Portella della Ginestra, alle Neviere della Pizzuta e ritorno

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Il percorso prende avvio da Portella della Ginestra (850 m s.l.m.), luogo carico di storia e memoria, incastonato tra i Monti di Palermo al confine tra i territori di Piana degli Albanesi e San Giuseppe Jato.
Dal pianoro di Portella, già si intuisce la sagoma imponente del Monte Pizzuta che domina l'orizzonte con i suoi 1.333 metri, alle pendici del monte, sul versante opposto alla vista ariverà la nostra escursione.
Ma prima di iniziare l'escursione è doveroso conoscere la storia di Portella della Ginestra, i fatti che vi si svolsero il Primo Maggio del 1947 e la storia della popolazione che ne fu coinvolta, sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista storico-culturale.
Si narrerà di quando gli Albanesi fondarono il paese di Piana degli Albanesi, fino a quando, alla fine dell'800, queste terre furono enormemente interessati dal Movimento dei Fasci Siciliani. Si arriverà col racconto alla Strage di Portella della Ginestra e su alcune considerazioni che ne seguirono fino a visitare l'opera di Land Art - prima esempio in Sicilia - realizzata nel 1979 da Ettore De Conciliis - sul luogo dell'eccidio.

Al termine di questa parentesi Storica, inizia l'escursione imboccando il sentiero che risalendo alle spalle del monumento, si addentra nella Riserva Naturale Orientata 'Serre della Pizzuta", attraversando un paesaggio che alterna radure aperte a radi boschi di recente impianto.
Il terreno non è particolarmente impegnativo, tranne in piccoli tratti di salita, in quanto si tratta di una carrareccia forestale e si trasforma in sentiero meno battuto solamente nella parte finale.
Guadagnando quota, la vista si apre ogni svolta nuovi scorci panoramici sulla piana sottostante, sulla Valle dello Jato ed infine sul golfo di Palermo in lontananza.
Dopo diversi tornanti, quasi a quota 1.050 m.s.l., si giunge al pianoro delle Neviere, antiche costruzioni in pietra a secco utilizzate fino al XIX secolo per la raccolta e la conservazione della neve invernale, poi trasportata a valle per uso alimentare e medico.
Questi manufatti, silenziosi testimoni di un'economia montana ormai scomparsa, rappresentano uno dei punti di maggiore interesse storico ed etnografico dell'intera Riserva.
Il panorama che si gode da quassù ripaga ampiamente la fatica del cammino: nelle giornate terse lo sguardo spazia dal golfo di Palermo fino alle Madonie, con la Conca d'Oro che si distende ai piedi di questi monti antichi.
 

Spiacenti, per questa proposta non è prevista alcuna data.
Lascia la tua mail per sapere quando ce ne sarà una in programma. (**)
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